kaliniktales - martedì, 12 maggio 2009 - 00:58
Questa mattina giro lungo. Mi lascio scegliere dagli autobus. Sono tutti diversi e personalizzati.
Li accomuna la fede.
Quando vivi in paesi come questo è meglio affidarsi a qualcuno di superiore.
Immagini sacre e frasi.
Politica.
Punti di vista.

Mi siedo a fianco all'autista e guardo dentro una vecchia scatola di scarpe dell'adidas vicino il volante.
Un mucchio di sagome di plastica nere. Numeri. E mi sento un numero di una corsa da percorrere.

Stringo una cheese cake sulle ginocchia presa al volo per gli spiccioli dell'autobus. La carta è unta e la frangia mi copre i pensieri mattutini. Gli occhi assonnati scoprono svelano rivelano. Camminano su te.
Sul mio mondo.
Sulla mia riservatezza che diventa espressiva, che non si è mai sbagliata.

Ho cominciato ad odiare un profumo che non indossi più. Quando lo sento per le strade su altri ti ricordo e ci sei.

Temo di essere scoperta. Fine della corsa. Mi volto verso lo specchietto alle mie spalle.
Ma oggi la felicità si concede, si lascia guardare, vanità dei nostri tempi.
kaliniktales - sabato, 18 aprile 2009 - 03:57
La tosse rauca da ex-fumatore post-operazione.
L'ostinazione a parlare senza l'aiuto del microfonino.
Le bavette per coprire il buco alla gola.
I santini di Padre Pio sotto al cuscino.

Lui che ci veniva a prendere alla stazione o in piazza.
Lui che si svegliava la mattina presto per andare a pescare.
Lui che mi ha insegnato a disegnare i tonni che pescava sul blocco notes "alla controra".
Lui che mi ha regalato un pezzo di vetro blu, che ho immaginato appartenesse al dito di una sirena.

<<Nonno giochiamo a scopa con le carte siciliane?>> anche lui un ottimo giocatore!

Di lui mi restano pezzi della mia infanzia...risalgono a quando ero piccola e la mia mente per ingannarsi tiene stretti solo quelli.
Quello che so di lui è fatto di ricostruzioni e flash-back tra i racconti di mia mamma e quelli della nonna. I racconti estivi da pomeriggi di afa nel lettino, con la testa sul petto della nonna, coordinando il respiro col suo.
Non lo ricordo che così.
Per me lui è una persona fatta di storie. Una rete per pescare piena di fili che si incrociano. Ad ogni intreccio c'è un aneddoto. Una storia che si intreccia con la mia vita, con quella che sono io ora.
Grazie.
kaliniktales - mercoledì, 25 marzo 2009 - 22:54

Guardo le mie mani che si contendono le mie cure e la mia indifferenza nella stessa misura e se le vedesse mia sorella mi prenderebbe in giro per l’ennesima volta.

Mi sto facendo crescere le unghie, evento straordinario e spontaneo, segnale positivo.

 

Stringo volti a me, sorrido e piango attraverso esse, graffio e sono sfuggente

Assaggio il sugo come rossetto sulle labbra

Assaggio il sugo come se mettessi il rossetto

Come se non lo avessi mai mangiato

Come se non  avessi avuto mai labbra

 

mai come ora.

Succhio quello che non sento, acqua e fuoco, aria e terra in due pugni stretti.

Sono fatta di contrazioni e flusso di pensieri.

Ultimi minuti prima della mezzanotte.

Un sms:

 

non faccio nulla stasera.

Se non c’era facebook sarei riuscita a passare incolume a questo quarto di secolo.

Adesso tutti sanno che sto invecchiando nonostante gonnellina di jeans e scarpe rosse da diciottenne.

Aspettami in linea, baci

 

I pugni si distendono e svelo la pelle che si arriccia lì dove mia sorella mi dà i pizzicotti e mi dice che sono morbida.

Sono identiche a quelle della mamma.

Sempre nuova, sempre diversa, uguale a se stessa.

Io, che a volte mi voglio bene.

Auguri

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kaliniktales - sabato, 21 marzo 2009 - 02:41

Marzo


Narcisi, che arrivate prima
del volo delle rondini
e accogliete
i venti di marzo con la bellezza;

umili violette,
ma più soavi delle palpebre di
Giunone e del respiro di Venere;

splendide primule che muoiono
non maritate,
prima di vedere lo sfolgorante
Febo nel suo vigore.

William Shakespeare
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kaliniktales - mercoledì, 18 marzo 2009 - 02:14
Gli autisti maltesi non danno il resto quando fai il biglietto sull'autobus.
Dall'anno scorso Malta è entrata nell'unione europea monetaria. Il passaggio da lira maltese a euro non è stato accolto da tutti con entusiasmo. La lira maltese era forte e in questa fase di assestamento c'è chi ne approfitta.
Malta è uno stato strano, la toponomastica è variabile e il vento soffia costante.
I paesi confinano come le spalle di due amici che si vogliono bene. Uno è il prolungamento dell'altro.

Porgo 50 centesimi al tipo e aspetto con la mano tesa il resto di 3 centesimi
.
Mi passa davanti una ragazza con gli occhi a mandorla e il cappello bianco.
La sera mi fa ancora rabbrividire, l'acqua, le strade, i lampioni.
Nella mia mente tutto fonde. Un tutt'uno e mi chiedo cosa sia reale.
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kaliniktales - domenica, 15 marzo 2009 - 03:56
Il migliore dei mondi possibili che si mette in pausa e ricomincia da dove era terminato.
Notte tra le notti.
...Ti prego fà in modo che non dimentichi questo attimo quando verrà il momento... sono vissuta e tante volte ho chiuso gli occhi... il cuore mi sorrideva da solo. Ti prego fa che ricordi questo.

Stella che cade Desiderio che si avvera.
spazio - tempo che si stringono le mani e prendono in giro la mia mente.

Grazie.

Sono viva solo se ri-vedo ri-canto ri-cado.
Ha il suono di una nuova stagione che viene. La aspettavo. La immaginavo.
Ha lo spartito più bello.
Ri-do

Leggera.
Grazie
kaliniktales - martedì, 10 marzo 2009 - 19:03
malta.portoThe best has yet to come... chasing the sun...
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In --> viaggi
kaliniktales - domenica, 10 febbraio 2008 - 18:50
è
qui
mare1








che voglio portarti
kaliniktales - domenica, 10 febbraio 2008 - 17:06

Ho aspettato a lungo per qualcosa, se mi andavo davvero bene, così come sono.

C’era una volta in cui facevo salti verso la mela sull’albero, sempre troppo acerba, sempre troppo in alto.

Correvo dietro fantasmi tutti uguali, dai passi svelti. Buttavo il cuore, sasso trai sassi

Solo per far rumore.

Nei cieli che cambiavano umore, colore e nome

Eri sempre lì. Parte di me. Nonostante tutto.

 

Così un giorno.

Ero lì, ti ho detto. Prendimi. Non scappo più. Portami con te. Nel tuo viaggio. Voglio camminarti a fianco. Posso?

 

Ora, nel mio tenue sogno, dormendo nel tuo palmo, sempre immaginato, ora nitido nei contorni.

Possiamo essere tutto quello che vogliamo anche quando ci amiamo, anche quando dormiamo ad occhi aperti, anche negli abbracci di respiro.

Trovo

Ora

Un milione di sensi

Di te.

kaliniktales - giovedì, 07 febbraio 2008 - 23:31

La notte sa prendersi il giorno e assopiti i sensi

in una capriola di colore infiamma l’assenza

nel vuoto sentimentale in un pericoloso amore.

Nel tramonto che scintilla

in una città, nelle città

solo oltre le colline...

Negli eterni ricordi incancellabili

in una vita, nelle nostre mille vite camaleontiche

che percorriamo e non ripercorriamo nello stesso senso,

che sorgono col tramonto

che dormono nel sole.

Lontano-Vicino.

Sparks, sempreviva. Verdelinfa.